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A tavola

Il miglior toast di Torino

Posto che secondo me bisognerebbe sempre concedersi il piacere di un pasto seduti a tavola, con piatti e posate dignitose, una tovaglia pulita e i sapori sopraffini che la nostra città è in grado di offrire, spesso i ritmi lavorativi ci impongono invece tempi strettissimi e offerta mediocre.
La scelta cade il più delle volte su panini che ricordano vagamente il copertone del motorino parcheggiato al mattino, con affettati che riproducono in toto i colori della nostra bandiera e banconi che fanno bella mostra di sè sfoggiando spillatori di Coca Cola dall’incerta carcassa in plastica scadente.
Però non tutto è perduto.

La capitale sabauda ha, tra le sue innumerevoli qualità, il pregio di ospitare alcuni tra i migliori caffè d’Italia. Una tradizione che affonda le sue radici al tempo delle grandi dinastie europee e che, fortunatamente, è ancora salvaguardata.
Tra questi un posto d’onore è riservato al Caffè Mulassano, piccolo gioiello in marmo e legno pregiato, stretto tra la nobile volta della Galleria San Federico e l’ingombrante confronto con il maestoso Caffè Baratti.
A questo punto bisognerebbe raccontare della gentilezza dei baristi in giacca rigorosamente bianca e papillon. O delle invitanti mini-sacher che occhieggiano dalla vetrina.
Però Mulassano è conosciuto soprattutto per aver importato la tradizione del tramezzino, con una quarantina di varianti sfiziose, all’aragosta, al carpaccio di polpo, con gamberetti e cuore di palma, alla mocetta di Pessinetto, con toma di Lanzo e olio aromatizzato alle erbe, e poi la robiola alle erbette, gorgonzola mascarpone e noci, filetti d’acciuga con tartufo.

Ma è del cugino povero che qui si vuol raccontare.
Il toast di Mulassano è piuma. E a ben guardarlo, dopo aver affondato il primo morso, viene da domandarsi come possa stringere abbondante e saporito affettato e mozzarella gustosa e filante tra le due fette di pane tostate alla perfezione. Dorate, croccanti e friabili.
Il primo impulso suggerirebbe di ordinare lestamente un secondo, per l’intima convinzione di non potersi accontentare di tale leggerezza.
Ma all’improvviso, all’ultimo boccone, resta solo la soddisfazione di aver assaporato un tale capolavoro. E il pomeriggio può cominciare in compagnia della giusta sazietà.

Mulassano

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